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Le emorragie interne, infine, sono meno evidenti
e per questo più pericolose. Solitamente i sintomi sono: pallore,
estremità fredde e violacee, stato di agitazione, polso rapido e
poco percettibile, respirazione rapida e superficiale. Talvolta possono
comparire offuscamenti alla vista, sete, ronzio alle orecchie.
Un soccorritore può fare ben poco in una situazione del genere. In
attesa dell'ambulanza mettere l'infortunato in posizione anti-shock e coprirlo
con una coperta o altro.
Davanti a un ferito
che presenta un'emorragia esterna bisogna agire in questo modo:
Usare sempre guanti
o altro per proteggersi e proteggere l'infortunato da eventuali infezioni.
In caso di piccole ferite, pulire la zona con acqua corrente, disinfettare
e medicare.
In caso di ferite più ampie e più sanguinanti far distendere
il ferito per rallentare l'emorragia e tamponare con garze sterili oppure
con un fazzoletto pulito; in alcuni casi può essere utile comprimere
in alto rispetto alla ferita per favorire la chiusura del vaso leso e
quindi la "coagulazione" del sangue.
Sorvegliare il ferito per fronteggiare un eventuale stato di shock.
In caso di perforazioni non togliere mai
gli oggetti estranei ma immobilizzarli. L'estrazione deve essere fatta
sotto controllo medico perché può aggravare notevolmente
l'emorragie.
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